FAQ

Che cos’è il KV?

KV sta per Catalogo di Köchel (Köchel Verzeichnis) ed è l’elenco delle composizioni mozartiane in ordine cronologico. Compilato dal musicologo Ludwig von Köchel, consta di 626 numeri, più altre opere in appendice.

Cosa si intende per concerto?

Nell’ambito della musica classica un concerto può indicare un’esibizione che prevede un programma di brani diversi da eseguire in sequenza, ma è anche una composizione, in genere costituita da tre pezzi (chiamati movimenti) e destinata a un determinato strumento che viene accompagnato dall’orchestra.

Ai tempi di Mozart un concerto come lo intendiamo oggi era chiamto “accademia”.

E per serenata?

Niente che vedere con il mandolino o le schitarrate sotto la finestra dell’amata. Nella musica classica la serenata non è altro che una composizione da eseguirsi di sera, in genere per orchestra o per soli strumenti a fiato, e composta da svariati movimenti (per esempio la Serenata KV 361 ne ha sette).

Cos’è un divertimento?

È musica molto leggera, in più movimenti e per un gruppo imprecisato di strumenti. I brani di cui si compone sono in genere assai brevi e senza particolari pretese. Di fatto era la musica d’intrattenimento per antonomasia dell’epoca e nell’800 finì rapidamente per scomparire con l’avvento del Romanticismo, che impose alla musica e alle altre arti un impegno molto maggiore rispetto al secolo precedente.

Perché le opere liriche sono così lunghe?

Due e mezza, tre, a volte persino quattro ore. Come mai? Semplice: all’epoca la TV non c’era ancora e l’opera a teatro era una sua valida antenata: al posto dell’auditel c’era un pubblico molto esigente che poteva decretare il successo o il fallimento di un compositore.

Le opere più apprezzate si replicavano fino ad esaurimento dell’entusiasmo; quelle che non piacevano venivano invece ritirate dal cartellone.

Maggiore e minore

Il concetto di modalità non è caratteristico solo della musica classica, ma di moltissimi altri generi. Senza scomodare la teoria, la differenza sostanziale tra modo maggiore e minore è che il secondo è generalmente più triste del primo. Con le dovute eccezioni, s’intende: il celebre Rondò alla turca della Sonata KV 331 è in la minore, eppure suona particolarmente allegro, ed è sempre in la minore anche Per Elisa di Beethoven.

Pianoforte, fortepiano o tastiera?

In realtà, al tempo di Mozart, il pianoforte come lo intendiamo noi oggi non esisteva. Doveva ancora essere inventato; al suo posto c’era il fortepiano, una sorta di antenato, una via di mezzo tra il clavicembalo (strumento dal suono metallico) e la sua futura evoluzione. Il suo timbro somiglia in effetti a quello del pianoforte, ma è più secco e debole. Nel dubbio, si opta per il termine tastiera, che indica tutti questi strumenti e molti altri (virginale, clavicordo, ecc.).
Ultimamente abbondano le esecuzioni per fortepiano, nel tentativo di ricostruire il suono dell’epoca.

Ma quanti Bach ci sono?

Tanti: oltre a Johann Sebastian, gigante del Barocco e della storia della musica, almeno tre dei suoi (venti) figli hanno ottenuto fama nella stessa arte: Carl Philipp Emanuel, Johann Christian e Wilhelm Friedemann.

La tardiva riscoperta delle loro composizioni e del loro talento avvenuta in questi ultimi anni ha dimostrato che ciascuno di loro, a suo modo, aveva scintille di genialità: Carl Philipp per il carattere sorprendentemente moderno di alcuni suoi lavori, Johann Christian per i doni melodici e Wilhelm Friedemann per i bagliori preromantici che illuminano buona parte della sua produzione.

Anche tra gli antenati di Johann Sebastian si annoverano buoni compositori, ma qui si comincia a andare troppo indietro nel tempo rispetto a Mozart…

Un commento su “FAQ

  1. A proposito del Flauto Magico….
    Sto proponendo ad amici l’ascolto di due cantate profane di Bach. Preparandomi per la presentazione della Cantata Campesina (BWV 212) mi é sembrato di riconoscere nell’aria del basso n. 16 (Es nehme zehntausend dukaten…) la musica della prima aria di Papageno (Der Vogelfanger bin ich ja,….). L’aria di Bach dovrebbe derivare da un canto tradizionale di caccia di origine Boema, che mi sembrerebbe anche molto adatto per un uccellatore.
    C’è qualcuno che me lo può confermare?
    Pippo Queirolo

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