Il rettangolo di Konstanze Weber

Questa pagina è dedicata a Konstanze, alla famosa foto e all’irrisolto interrogativo: è lei o non è lei?

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Per chi vuole approfondire la faccenda, metto a disposizione l’originale dell’articolo di Zeller e Lerch pubblicato da Heidi Knoblich sul suo sito e la relativa traduzione in italiano (attualmente in corso):

La foto di Constanze Mozart e la sua storia (originale in tedesco)

Lo stesso documento, ma in italiano (adesso la traduzione è completa, ma è tutta da ricontrollare perché, come si suol dire, è una traduzione di servizio; l’ultimo aggiornamento del PDF è del 26 novembre 2015, mentre la versione che segue è stata completata l 28 novembre 2015 ed è in corso di riorganizzazione.

IMPORTANTE: nell’originale tedesco sono presenti 25 rimandi a note a piè di pagina che sono presumibilmente riportate a fine opuscolo e purtroppo non compaiono nel PDF. Se desiderate che comunque questi rimandi vengano integrati nella traduzione, fatemi un fischio):

Indice

1. Una scoperta nell’archivio comunale
2. Il problema della datazione
3. Il nesso tra Max Keller e Constanze Mozart
4. Cosa rivela la fotografia
5. La storia della foto
6. La “foto di Constanze” è autentica?
7. Il fotografo
8. Storia della casa di Keller
9. Cenni biografici

Opuscolo di Alfred Zeller (capitoli 1-7) e Manfred Lerch (capitoli 8-9)

Fonti iconografiche: salvo diversamente specificato, le immagini provengono dall’archivio comunale e dal Museo di storia e cultura locale di Altötting

Layout: Nicole Schindler Edizioni Stadt Altötting, 2006

mozart-prog02[1](Fig. 1)
Foto della famiglia di Max Keller con Constanze Mozart
realizzata nell’ottobre 1840 ad Altötting

  1. Una scoperta nell’archivio comunale

Nel giugno 2005, durante i lavori di riordino dell’archivio comunale di Altötting, è spuntata tra le altre carte una copia dell'”Österreichische Musikzeitschrift” del marzo 1958. Nascosta tra la pagine del giornale si trovava una lettera del prof. Erich Hermann Müller Von Asow a Josef Dirscherl, all’epoca addetto alla tutela dei beni culturali locali,

in cui il professore ringrazia per l’invio della foto di famiglia dei Keller e conferma di averla ricevuta. L’immagine stessa era acclusa alla lettera, assieme a due fotocopie effettuate da von Asow. Il giornale, sotto il titolo “Zu einer unbekannten Photographie von Constanze Mozart” (“Una fotografia sconosciuta di Constanze Mozart”), riportava una riproduzione considerevolmente ritoccata dell’immagine, oltre a un breve articolo che si occupava per lo più di Max Keller. Von Asow aveva potuto dir poco sulla fonte della foto, a parte le informazioni ricevute da Discherl, e non aveva fatto ricerche più approfondite.

L’articolo di Von Asow del 1958 era tanto insoddisfacente quanto era ricco di spunti l’originale ad esso accluso. Benché ad Altötting fosse nota l’esistenza della foto di famiglia, che era stata persino pubblicata nell’album “Altötting in Alten Ansichten” (“Vedute antiche di Altötting”), la notizia che Constanze si era fatta fotografare insieme alla famiglia Keller era totalmente caduta nel dimenticatoio.

Sulla base dell’articolo del 1958, il Mozarteum di Salisburgo aveva registrato la “Foto di Constanze ad Altötting” come aneddoto, ma non aveva condotto ulteriori ricerche.

Con la riscoperta dell’originale era possibile intraprendere adeguate indagini.

Le persone della foto sono indicate per nome sul retro, dove è inoltre impresso (come usava allora) il marchio della ditta del fotografo ed è segnato a mano un numero di registrazione. La prima conclusione cui si è giunti è che dovesse trattarsi di una fotocopia dell’originale, poiché all’epoca in cui la foto è stata presumibilmente realizzata non c’era ancora il procedimento negativo e il fotografo Johann Niggl si stabilì ad Altötting solo nel 1865.

Nei mesi seguenti è stato dunque necessario chiarire una serie di domande. Sapendo che una fotografia così antica che doveva ritrarre una personalità così eminente costituisce un reperto estremamente inverosimile, l’addetto ai beni culturali locali e l’archivista comunale hanno accolto queste ricerche con molto scetticismo. Le indagini si sono concentrate sulle ragioni che porterebbero a escludere definitivamente l’identificazione dell’anziana signora della foto con la vedova Mozart. Di conseguenza, l’elenco delle domande era particolarmente nutrito:

  • Quando poteva essere stata realizzata la fotografia?
  • Chi ha apposto la descrizione sul retro?
  • Quale era il nesso tra Max Keller e Constanze Mozart?
  • Constanze Mozart era in condizioni di fare un viaggio ad Altötting nei suoi ultimi anni di vita?
  • All’epoca era già tecnicamente possibile realizzare foto di gruppo di quel tipo e di quella qualità?
  • Se non si dovesse trattarsi di Constanze Mozart, allora chi avrebbe potuto essere la donna nella foto?
  • Chi possedeva l’immagine e come è pervenuta questa nell’archivio comunale di Altötting?
  • Chi aveva realizzato il dagherrotipo originale?

Indipendentemente dal dilemma “Constanze o non Costanze”, era auspicabile acquisire conoscenze più vaste sull’immagine, principalmente dal punto di vista della storia locale, per stabilire se si trattasse indubbiamente della foto molto antica

di una nota famiglia di Altötting della prima metà del XIX secolo. Come indica già soltanto la disposizione dei personaggi, il motivo per cui la fotografia venne realizzata doveva essere di natura familiare. Al centro dell’immagine non si trovava la vedova Mozart, bensì i coniugi Keller.

 

  1. Il problema della datazione

Il punto di partenza per tutte le altre ricerche era la data in cui la foto era stata realizzata.

Approssimativamente, il periodo della datazione è delimitato dalla pubblicazione del procedimento della dagherrotipia (1839) o dalla diffusione della nuova tecnica a Monaco, capitale della Baviera (1839-40), da una parte, e dalla morte di Philipp Lattner (1853) dall’altra.

Se la donna vestita di nero fosse Constanze Mozart, tale periodo di datazione si restringerebbe tra i termini post quem e ante quem del 1839 e del 1842, anno di morte della vedova.

Un aiuto importante per la datazione è costituito dagli altri due dagherrotipi in cui è ritratto Max Keller.

Ricapitolando, abbiamo dunque tre dagherrotipi con l’immagine di Max Keller, di cui tuttavia non sono più disponibili gli originali, ma solo delle riproduzioni.  La foto n. 3 risale sicuramente a diversi anni prima rispetto alle altre due, dove Keller è visibilmente invecchiato.

Le singole foto sono le seguenti:

  1. Ritratto di Max Keller (1851). Di quest’immagine esiste una litografia nel museo locale, eseguita nel 1851 per i 50 anni di servizio di Keller, che riporta la dicitura “Da un dagherrotipo”.

keller_1851
(Fig. 2)
Litografia di Max Keller (1851) firmata “Fröschle”

  1. Foto di gruppo di Max Keller con quartetto vocale (1846-47).

Quest’immagine è disponibile in fotocopia nell’archivio comunale e nel Museo di storia e cultura locale. La copia è stata realizzata ad Altötting dalla ditta Hans Strauss (dunque dopo il 1903) ed è visibilmente ritoccata: mostra un canuto Max Keller in mezzo al quartetto vocale da lui diretto, composto da Lindermeyer, Wodack, Schott e Lattner, davanti alla casa di Keller stesso (sullo sfondo vediamo una finestra chiusa e una spalliera). I nomi sono indicati a matita sul retro. La data si ricava da quella di fondazione del quartetto (1846).

gesangquartett

(Fig. 3)
Max Keller con il quartetto vocale maschile di Altötting
Fotocopia di un dagherrotipo, 1846-47

  1. Foto di gruppo: Max keller con la famiglia e Constanze Mozart (1840). Questa è la foto più antica e, per via della presenza della vedova di Mozart, anche la più importante. Si trova nell’archivio comunale di Altötting. La fotocopia è stata realizzata dalla ditta Johann Niggl ad Altötting, nel 1865 ed è stata ritoccata.

Anche qui lo sfondo è costituito dalla casa di Keller, davanti a cui sono ritratti Max Keller e la moglia Josefa, le sue figlie Josefa e Luise, Philipp Lattner, la cuoca della famiglia (il cui nome non è stato indicato) e Constanze Mozart-Nissen. I nomi sono stati riportati a mano sul retro della copia.

retro(Fig. 4)
Retro della “Foto di Constanze” con indicazione dei nomi

Se si ipotizza legittimamente una particolare occasione di natura familiare all’origine di questa foto di gruppo, la biografia di Keller ci offre solo due date possibili: il 70° o il 75° compleanno del compositore. La seconda data appare tuttavia assai inverosimile, perché la distanza temporale rispetto alla foto n. 2 sarebbe troppo modesta. È impossibile che l’aspetto esteriore di Keller sia cambiato così profondamente nell’arco di non più di due anni (1845-1847).

Perciò il 70° compleanno di Keller (7 ottobre 1840) resta la data più probabile.

 

  1. Il nesso tra Max Keller e Constanze Mozart

Benché Mak Keller si fosse recato frequentemente in gioventù a Salisburgo per studiare con Michael Haydn, non è attestata una conoscenza personale tra lui e la famiglia Mozart. Keller stesso si ricorda solo di un possibile incontro con W. A. Mozart a Seeon nel 1782, ma non avvenne nessun contatto diretto tra il compositore e il corista dodicenne.

Mozart_viaggio_nozze(Fig. 5)
“Mozart e Constanze in viaggio di nozze”
Cartolina (ca. 1920)

Nella metà degli anni ’20 dell’800, invece, ci fu un incontro tra Max Keller e i coniugi Nissen-Mozart. Nel 1825-26 Keller aiutò Nissen nella stesura della sua biografia su Mozart. Secondo Rudolf Angermüller, Keller era, assieme al musicista salisburghese Anton Jähndl, uno dei collaboratori più importanti dei coniugi Nissen nell’ambito di questo progetto. È accertato che i coniugi fecero visita almeno ad Altötting all’inizio del 1826 e si può supporre che i rapporti fossero amichevoli, perché Nissen manda in una lettera a Keller i suoi saluti alla di lui moglie e alla figlia Josefa. Il nome di Keller si trova anche nelle lettere di Constanze Mozart, ma non vi sono altri documenti che attestino un legame tra i due in epoche successive. Tanto il carteggio di Constanze Mozart quanto quello di Max Keller non si sono interamente conservati.

Un indizio per un proseguimento della conoscenza, tuttavia, può essere il necrologio di Constanze Mozart, che faceva parte dell’eredita di Keller. Se i contatti non fossero stati più stretti, Sophie Haibel non avrebbe inviato un necrologio ad Altötting.

necrologio
(Fig. 6)
Necrologio di Constanze Mozart nell’eredità di Max Keller
(Archivio della Cappella di Altötting)

È probabile che per Constanze i coniugi Keller fossero una conoscenza estremamente gradita: l’indole cordiale e spontanea di Max, combinata con le sue indiscusse doti musicali, contrastava piacevolmente i fini, per lo più egoistici, che spingevano altri “ammiratori di Mozart” a cercare di conoscere Constanze.

Per lei, nonostante la sua salute cagionevole (soffriva gravemente di artrite), era senz’altro possibile fare una visita ad Altötting a 78 anni in occasione del 70° compleanno di Max Keller:  nel 1839 si era recata a Bad Gastein e successivamente a Monaco, nientemeno che su invito del Re di Baviera. Nel 1841 aveva ancora partecipato a diverse rappresentazioni in onore del suo primo marito in quel di Salisburgo, per cui non era costretta a letto.

Secondo gli standard di allora, i collegamenti stradali da Salisburgo ad Altötting, distante una cinquantina di chilometri, non erano problematici: oltre alla possibilità di viaggiare in carrozza o in calesse, si poteva arrivare a Burghausen navigando sul Salzach e da lì proseguire fino ad Altötting, che nel XIX secolo era anche una meta di pellegrinaggio di rilevanza europea, ben sfruttata per scopi turistici. Durante la visita ai Keller, Constanze colse probabilmente l’occasione per recarsi alla Cappella delle Grazie di Altötting, il che era perfettamente concepibile per una persona della sua età.

 

  1. Cosa rivela la fotografia

La stessa fotografia offre una quantità di informazioni che permettono di trarre spunti importanti in merito ai personaggi, alla data e al luogo in cui è stata realizzata. Malgrado il piccolo formato (8 x 4 cm) i dettagli dell’immagine sono ben riconoscibili, a cominciare dallo sfondo, che è chiaramente identificabile: il gruppo ritratto nella foto si trovava infatti davanti alla casa dei Keller, presso la Michaelikirche di Altötting (oggi Neuöttinger Straße). L’abitazione rimase di proprietà delle famiglie Lattner e Keller dal XVIII secolo fino al 1904, anno in cui fu demolita.   Il dato si ricava dal confronto con le foto e i disegni della casa e anche il secondo dagherrotipo che ritrae Keller (quello con il quartetto vocale) è stato realizzato davanti allo stesso sfondo.

casaKeller(Fig. 7)
“Casa Keller” poco prima della sua demolizione nel 1905
(Foto dell’Archivio Strauß)

Dalla spalliera sfiorita, chiaramente riconoscibile sul lato sinistro, si deduce che la foto è stata realizzata in autunno.  In prima fila sono sedute le tre persone più anziane, mentre in seconda fila vediamo le quattro più giovani in piedi. A parte Philipp Lattner, che è piegato in avanti, tutti gli altri sono in posa statica, in modo da evitare sfocature. La postura di Lattner è incompatibile con un lungo tempo di esposizione, dal momento che non avrebbe potuto mantenere quella posa per diversi minuti. Se ne evince che la foto sia stata scattata con un tempo di esposizione compreso tra i 30 e i 60 secondi.

L’identità dei personaggi si ricava dalla numerazione e della descrizione presenti sul retro e, nel caso di Max Keller e Philipp Lattner, è confermata dal raffronto con altre foto e con i ritratti. Le date anagrafiche dei due e degli altri personaggi sono note e sono coerenti con l’età che presumibilmente avevano all’epoca dell’immagine.  L’unico nome che non ci è noto è quello della donna in piedi a sinistra, che dalla descrizione risulta essere la cuoca della famiglia. A parte lei e la donna seduta sulla sinistra, le persone fotografate sono i più stretti familiari di Keller: la moglie Josefa, le figlie Josefa e Luise e il cognato Philipp Lattner, tutti vestiti in modo tradizionale secondo lo stile dell’epoca, come si conveniva in occasione di una festa.  L’abito della signora identificata come Constanze Mozart si differenzia dagli altri per il suo taglio cittadino “più elegante” che, in confronto, appare fuori moda e, fino alla cuffia di stoffa chiara, è completamente nero, indicando palesemente lo stato di vedova. Questo portamento la contraddistingue come forestiera. In ogni caso, nella Altötting di allora, che cinque anni più tardi sarebbe stato insignito dello status di comune mercato, una matrona così rispettabile sarebbe stata talmente rara, e conseguentemente conosciuta, che vi sarebbero state testimonianze documentarie sul suo conto. L’anziana signora non poteva appartenere all’ambiente sociale del luogo né, in particolare, alla famiglia Keller.

Per chiarire ulteriormente la sua identità abbiamo chiesto alla Medizinaldirektorin dell’ufficio penale della Baviera, la Dott.ssa Stahl-Schultz, di effettuare un esame fisiognomico a livello forense attraverso il confronto con i ritratti noti di Constanze Mozart.  In particolare, la Dott.ssa Stahl-Schultz ha analizzato le caratteristiche che restano immutate nel tempo che avrebbero potuto escludere un’identificazione della signora della foto con Constanze Mozart; non solo non ne ha trovate, ma ha scoperto una serie di analogie in tutte le immagini utilizzate per il confronto.

Konstanze_64(Fig. 8)
Constanze Mozart a 64 anni
Thomas Spitzner, 1826
(Mozarteum di Salisburgo)

Un altro indizio a sostegno dell’autenticità è la presenza nella foto della “mano gottosa”, chiaramente riconoscibile, che secondo diversi medici denota l'”artrosi del pollice e dell’indice”, di cui Constanze Mozart soffriva e che lei stessa menzionò nella sua lettera a Friedrich Schwaan.

Significativa è anche la postura delle persone ritratte: le tre più anziane sono sedute (sicuramente su istruzione del fotografo) in atteggiamento rigido e solenne, la cuoca è a mezzo profilo e potrebbe essere stata chiamata a far parte del gruppo in un secondo momento per motivi di composizione. Le due figlie di Keller sono in piedi, in una posa da giovani sorelle tipica del gusto dell’epoca, come se si trattasse di un quadro di genere. Lattner, il cognato di Keller, con la sua inconsueta postura mossa e piegata in avanti ricorda un moderno fotografo per hobby che si prepara a posare per una foto di gruppo con l’autoscatto. In lui si può riconoscere, se non il fotografo (cosa che tecnicamente non sarebbe stata possibile), almeno il promotore dell’iniziativa, considerando il suo linguaggio del corpo: è del tutto evidente che lui sia perfettamente consapevole (e l’unico ad esserlo) di ciò che sta succedendo. Mentre gli altri si trovano in un atteggiamento passivo, Lattner appare attivo e dev’essere stato anche in grado di restare immobile, in modo da mantenere la sua scomoda posa per il tempo di esposizione necessario. Doveva avergli giovato la formazione artistica, in virtù della quale sapeva cosa venga richiesto ai modelli dei pittori.

lattner_1836(Fig. 9)
K. Philipp Lattner, cognato di Max Keller
Quadro a olio, ca. 1836

  1. La storia della foto

L’originale del dagherrotipo è smarrito e, considerando la delicatezza di questo genere di fotografie, non deve essersi conservato. Dal momento che il dagherrotipo era un procedimento positivo con cui si poteva realizzare un esemplare soltanto e non era possibile trarne copie, l’immagine costituiva un unicum e pertanto dovette appartenere inizialmente a Max Keller, che si trovava al centro della foto. All’epoca in cui questa venne scattata, presumibilmente le altre persone (a parte Philipp Lattner) non sapevano che cosa avesse di speciale.  La tecnica era nuova di zecca e, per la gente di allora, particolarmente misteriosa. È dubbio che Constanze Mozart fosse conscia di essere stata fotografata. Può darsi che fosse già ripartita quando l’immagine sviluppata venne consegnata a Keller, e sicuramente lei non ne aveva ricevuto alcuna copia. Keller era evidentemente soddisfattissimo per aver scelto la casa come sfondo, altrimenti difficilmente si sarebbe fatto fotografare almeno due volte davanti alla sua abitazione.

 

necrologio_Keller(Fig. 10)
Necrologio di Max Keller (1855)
Burghauser Wochenblatt

Anche dopo la morte di Keller, avvenuta nel 1855, le fotografie rimasero in possesso della sua famiglia. Nel 1856, dopo la morte di Josefa Keller, la figlia maggiore (anch’essa di nome Josefa) ereditò le foto, oltre alla casa e all’arredamento. Josefa Keller, conosciuta ad Altötting come “Kellerpeppi”, restò nubile fino alla propria morte (1898). Abitò la casa paterna, in alcuni periodi assieme al proprio nipote Max Moesmang, che provvisoriamente svolgeva mansioni di insegnante in quella località. Al tempo della foto, Josefa aveva 27 anni. Quando, nel 1865, il primo fotografo si stabilì ad Altötting, lei decise di far realizzare una copia del delicato dagherrotipo. Per Josefa, ormai cinquantaduenne, si trattava dell’unica immagine della propria famiglia e di se stessa nei suoi giovani anni che ella possedesse. La fotocopia venne realizzata nel laboratorio di Johann Niggl e provvista del numero di registrazione 33/65, segnato a mano. Perciò almeno l’anno di origine della foto disponibile attualmente nell’archivio comunale è chiaramente determinato.

Dopo la morte di Josefa, casa e arredamento andarono in eredità a sua nipote Josefa Moesmang, la figlia di sua sorella Luise, che aveva sposato il funzionario distrettuale Max Moesmang, ma poiché Josefa Moesmang morì già nel 1903, passarono al fratello Max, che all’epoca faceva l’insegnante a Monaco di Baviera. Max Moesmang vendette la casa di keller al comune, che intendeva trasformarla in un asilo per i poveri, ma a causa delle cattive condizioni dell’edificio la demolì per costruire al suo posto una scuola femminile. Durante lo sgombero della casa Max Moesmang, che era uno storico locale appassionato e scrupoloso, ritirò la parte ancora conservatasi dell’eredità del nonno, ne selezionò e catalogò accuratamente i documenti, da lui ritenuti importanti in relazione alle composizioni di Max Keller, e nel 1906 li trasferì nell’archivio della Cappella di Altötting.

verzeichniss(Fig. 11)
Catalogo di Max Keller (1849)
appartenente all’eredità di Max Keller
(Archivio della Cappella di Altötting)

In quel periodo scrisse due saggi sulle opere del nonno e del prozio Philipp Lattner. In una nota a piè di pagina, Moesmang aggiunse inoltre che nel 1903 il secondo dagherrotipo (il “Quartetto vocale”) si trovava ancora nella casa di Keller; in quello stesso anno ne fece realizzare almeno due copie nello studio fotografico di Hans Strauß (vedi il capitolo 2). Poiché Moesmang mostrò per l’importanza storica e fotografica delle immagini del nonno lo stesso scarso interesse che dedicò alla conoscenza tra Keller e Constanze Mozart, nei suoi due saggi non fece alcuna menzione di entrambi gli aspetti.

 

 skizzen(Fig. 12)
Schizzi musicali di Max Keller
inventariati nel 1916 da Max Moesmang

Nel 1916 Moesmang, all’epoca sessantasettenne, inviò i memorabilia di Max Keller ancora in proprio possesso (documenti, manoscritti, oltre alle foto e ai ritratti) alla fondazione locale di Altötting di Hugo e Paula Beck. Il Dott. Hugo Beck e sua moglie Paula (nata Esterer) erano una coppia di farmacisti benestanti che si erano dedicati con grande passione alla ricerca e alla raccolta di reperti locali. Accanto a immagini, mobili, oggetti folkloristici e una ricca biblioteca specializzata, curata e catalogata con la massima scrupolosità, i Beck possedevano anche una notevole collezione di fotografie storiche del XIX secolo dei cittadini di Altötting . Dal momento che conosceva le persone ritratte, Paula Beck annotava a mano i nomi e, occasionalmente le professioni o i rapporti di parentela sulle foto.

 

Fu sempre lei a fornire la descrizione di entrambe le immagini di Keller. Le informazioni necessarie glieli fornì senz’altro Max Moesmang, donatore degli oggetti, il che spiega anche l’errore che sfuggì a Paula Back: anziché Philipp Lattner, lei identificò l’uomo nel mezzo della foto come “Doktor (Johann Baptist) Keller, Sohn”, ossia “Dottor (Johann Baptist) Keller, figlio” (di Max Keller). Moesmang indicò le persone nella foto come “la madre, la zia, il nonno e la nonna, Constanze Mozart, la cuoca e lo zio”: il fatto che egli intendesse riferirsi al suo prozio Philipp Lattner non era evidente per Paula Beck.

Nel 1929 la collezione di Beck appartenente alla fondazione locale di Altötting divenne proprietà del comune, che nominò il donatore Dott. Hugo Beck cittadino onorario.  Parte degli oggetti di Keller, in particolare i ritratti e le carte, venne utilizzata per arredare il museo cittadino, mentre il resto venne integrato nel patrimonio dell’archivio comunale.

  1. La “foto di Constanze” è autentica?

Da quando la foto è stata riscoperta, sono stati espressi da più parti dubbi sulla sua autenticità che si possono riassumere in due tesi principali:

  1. Tecnicamente, nel 1840 non era ancora possibile realizzare simili foto di gruppo all’aperto.
  2. L’anziana signora della foto non è Constanze Mozart.

Entrambe le affermazioni vanno trattate separatamente, perché se la prima fosse vera lo sarebbe necessariamente anche la seconda, ma la foto potrebbe essere del 1840 senza che la signora ritratta sia Constanze Mozart.

dagherrotipo(Fig. 13)
Dagherrotipo, Baviera, ca. 1845
(Museo del Dott. Robert Gerlich, Burghausen)

Come indicato nel capitolo 2, esistono in tutto tre diverse immagini fotografiche di Max Keller. Poiché Keller morì nel 1855 e Lattner morì già nel 1853, queste immagini devono risalire agli anni ’40 dell’800, a meno che non si voglia credere che, in un’epoca successiva e per ragioni imperscrutabili, qualcuno abbia scattato le fotografie con un sosia di Keller e un sosia di Lattner in costumi storici. È indiscutibile che

la foto di “Constanze” e quella del “quartetto vocale” siano state realizzate in tempi diversi davanti allo stesso sfondo. A nostro avviso, sull’autenticità dei dagherrotipi di Keller non possono sussistere ragionevoli dubbi.

Gli argomenti addotti nel capitolo 2 per datare all’ottobre 1840 la foto di “Constanze” sono induttivi, ma anche una data successiva di uno, due o tre anni non cambierebbe molto in termini di realizzabilità tecnica.  Poiché si può escludere che l’immagine sia stata realizzata con una fotocamera Voigtländer con obiettivo Petzval, deve essere stato impiegato un altro procedimento tecnico per il breve tempo di esposizione necessario. Nell’ambito del nostro progetto non è possibile dare una risposta alla domanda su quali fossero i procedimenti attuabili; questa risposta compete agli storici specializzati.  Resta il fatto che l’immagine fa parte delle fotografie più antiche della Baviera. Nulla avvalora l’ipotesi di una falsificazione avvenuta successivamente, per le ragioni già summenzionate, ad opera delle persone ivi raffigurate. Inoltre, considerando i passaggi dimostrabili di proprietà della foto (cfr. il capitolo 5) non è concepibile un movente per falsificarla.

La mancanza di tale movente depone contro la possibilità che l’identificazione dell’anziana donna con “Constanze Mozart” sia consapevolmente falsa. In tutta la sua storia, la foto di “Constanze” non è stata né venduta né messa in vendita, la sua prima pubblicazione risale al 1958, parecchio tempo, dunque, dopo che venne apposta la descrizione sul retro, né si possono credere Max Moesmang e Paula Back capaci di fuorviare la posterità falsificando quella descrizione nella collezione fotografica della fondazione Beck. L’impressione che si ricava dagli altri lavori che svolsero è quella di due scienziati dilettanti appassionati e metodici, i cui dati sono degni di fede. Anche l’ipotesi di una descrizione falsa per errore è inverosimile: le informazioni di Max Moesmang provenivano dalla madre e dalla zia, entrambi presenti nella foto. Negli anni seguenti il ricordo di un evento degno di nota per tre ragioni (il 70° compleanno di Keller, la visita di Constanze Mozart, la prima fotografia) doveva essere ancora vivo e nitido per le due figlie di Keller. Oggi è deplorevole che Max Moesmang non abbia dedicato maggiore attenzione a quell’evento perché i suoi interessi scientifici erano rivolti altrove, ma d’altra parte ciò rafforza l’attendibilità della descrizione.

 

Nonostante sforzi più approfonditi, nel corso delle indagini riguardanti la foto di Constanze non abbiamo trovato motivi fondati per sostenere che l’identificazione della donna con “Constanze Mozart” sia un falso; è anzi emersa una serie considerevole di indizi che ne avvalorano la genuinità. Si può dunque dire che, allo stato attuale delle conoscenze e secondo la nostra convinzione, la foto è autentica.

 

  1. Il fotografo

È più difficile identificare l’autore della foto che non le persone in essa ritratte. Qui, in effetti, ci siamo basati su mere supposizioni, perché non ci sono indicazioni documentarie che riguardino l’identità del fotografo. Come s’è già detto, solo nel 1865 il primo fotografo, Johann Niggl, si stabilì ad Altötting. Com’è dimostrato, egli fu il primo possessore della presente fotocopia, ma è escluso che potesse essere l’autore del dagherrotipo originale, realizzato 25 anni prima.

La prima menzione di un fotografo itinerante nella nostra regione è contenuta nel Burghauser Wochenblatt e risale al 1844: il primo studio dagherrotipico venne aperto appunto a Burghausen nel 1849 e il proprietario era Karl Klemens della Croce (1816-1891), proveniente dalla nota famiglia di pittori di quella città.

Negli anni ’30 dell’800, Della Croce aveva frequentato il Politecnico e l’Accademia di belle arti di Monaco di Baviera e agli inizi del 1840 era tornato a Burghausen per rilevare l’atelier della madre. Lavorò come pittore e insegnante di disegno.

Proprio alla fine del suo periodo monacense, sperimentò con grande entusiasmo nell’ambiente accademico la nuova tecnica della fotografia. A Monaco il Prof. von Steinheil e altri avevano infatti creato con successo delle diapositive già prima che si diffondesse il procedimento di Daguerre, ed plausibile l’ipotesi che anche il giovane Della Croce si fosse occupato della nuova moda della fotografia prima di tornare a Burghausen.

Un’altra ipotesi suggerisce la possibilità che Della Croce conoscesse Lattner. Tra i numerosi interessi artistici di quest’ultimo, oltre alla letteratura e alla musica, figuravano infatti anche la pittura e il disegno. Inoltre, pure Lattner si recava di frequente a Monaco di Baviera ed è dunque possibile che fosse venuto in contatto con il “conterraneo” Della Croce e con il suo studio fotografico. Per un uomo vivace e originale come Philipp Lattner, l’idea di sorprendere il cognato con una fotografia doveva essere stata estremamente interessante e nel 1840 era sicuramente più semplice (e meno costoso) rivolgersi a una persona che già conosceva che non incaricare un fotografo fuori sede.

Un potente indizio a favore dell’identificazione del fotografo con Della Croce è anche il fatto che Keller sia stato immortalato almeno tre volte in periodi diversi, il che indurrebbe a pensare che il fotografo operasse nelle vicinanze. Se fosse effettivamente Karl Klemens della Croce l’autore della “foto di Constanze”, si scoprirebbe un legame storico affascinante, perché Johann Nepomuk della Croce, nonno di Karl Klemens, aveva ritratto sessant’anni prima il famoso ritratto della famiglia Mozart con Wolfgang Amadeus, Nannerl, papà Leopold e il medaglione con la defunta madre Anna Maria.

 

  1. Storia della casa di Keller

Fino al 1905 l’antica “Organist-Keller-Haus” (la casa dell’organista Keller) si trovava nel posto della foto sottostante, indicato nei documenti del XVII e del XVIII secolo con i nomi di (“Geigenbergerhaus”) (casa di Geigenberger) e “Lattnerhaus” (casa di Lattner). La pianta dell’edificio era già presente nel progetto di Zuccalli del 1678. La casa constava già allora di due piani.

pianta

Proprietari:

  • 1640 Hans Quieckl, calzolaio
  • 1660 Georg Binder, ciabattino di Schwindegg, che aveva sposato Christina Quieckl, vedova del proprietario precedente
  • 1705 Franz Geigenberger, calzolaio, sposatosi in terze nozze con Maria Binder, vedova del proprietario precedente
  • 1733 Amadeus Geigenberger, figlio del proprietario precedente, per presa in consegna
  • 1761 Josef Lippert, musicista di cappella
  • 1773 Katharina Stainbacher
  • 1779 Josef Emanuel Lattner, musicista di cappella, per presa in consegna
  • 1805 Katharina Lattner, vedova del proprietario precedente
  • 1808 Eleonore Elsbeth Josefa Lattner, figlia della proprietaria precedente, per via ereditaria
  • 1811 Max Keller, musicista di cappella e compositore, sposatosi con la proprietaria precedente
  • 1856 Josefa Keller, figlia del proprietario precedente
  • 1899 Josefa Moesmang, nipote della proprietaria precedente
  • 1903 Max Moesmang, insegnante a Monaco di Baviera, fratello della proprietaria precedente
  • 1903 Comune di Altötting, per un prezzo pari a ca. 20.000 marchi, inizialmente per trasformare la casa in un asilo per i poveri
  • inizio del 1905: demolizione della casa e costruzione, in sua vece, di una scuola femminile
  • 1981 demolizione della scuola femminile in vista della costruzione della circonvallazione interna

 

  1. Cenni biografici

Constanze Mozart (1762 – 1842)

konstanze_40
(Fig. 15)
Constanze Mozart a 40 anni
Hans Hansen, 1802
(Mozarteum di Salisburgo)

5.1.1762: Constanze Weber nasce a Zell im Wiesental

4.8.1782: sposa Wolfgang Amadeus Mozart, dal quale ha sei figli di cui due soltanto raggiungeranno l’età adulta. Mozart muore nel 1791

1791-1809: amministra e sfrutta l’eredità del marito; mantiene se stessa ed entrambi i figli affittando camere

1809: sposa il diplomatico danese Georg Nikolaus Nissen

1810: si trasferisce a Copenhagen

1820-24: compie viaggi in Germania e in Italia

1824: la coppia si stabilisce a Salisburgo, dove comincia a lavorare alla biografia di W.A. Mozart

1826: muore Georg Nikolaus Nissen

6.3.1842: Constanze Mozart muore a Salisburgo

 

Max Keller (1770 – 1855)

Keller_1850(Fig. 16)
Max Keller intorno al 1850
Marie Keller (nata Lattner)

7.10.1770: nasce a Trostberg, settimo figlio di un guardaboschi del principe elettore

1780-1788: canta nel coro del monastero benedettino di Seeon e prende lezioni di organo e di basso continuo

1780: W. A. Mozart visita il monastero di Seeon

1788-1799: è organista dell’abbazia di Seeon

Dal 1795 prende lezioni di composizione da Michael Haydn a Salisburgo

1799: è organista della chiesa parrocchiale di St. Jakob a Burghausen

1801: è vice organista nella Cappella delle Grazie di Altötting

1811: sposa Josefa Lattner

1820: è primo organista  della Cappella di corte reale di Baviera

1825/26: collabora alla stesura della biografia di Nissen su Mozart

1849: il catalogo di Keller conta oltre 250 composizioni

1851: festeggia i 50 anni di servizio ed è insignito dell’ordine al merito di Ludovico

16.9.1855: Keller muore dopo un malore

 

Karl Philipp Lattner (1793 – 1853)

31.12.1793: nasce ad Altötting

ca.1810-1820: studia didattica e musica, si dedica al teatro come attore e commediografo 1824: sposa l’attrice di corte braunschweighese Wilhelmine Pichler

1837: dopo la morte della moglie a Brema, torna ad Altötting

1838-1853: è cantore di cappella e scrittore (con lo pseudonimo di “Berger”)

10.6.1853: muore per un’infezione renale

 

Theresia Josefa Keller (1813 – 1898)

“Kellerpeppi”, la figlia maggiore di Max Keller, è stata dal 1856 al 1898 la proprietaria della casa di Keller

 

Aloisia Katharina Keller (1820 – ?)

“Luise”, seconda figlia di Max Keller sposata Moesmang

 

Max Moesmang (1849-1923)

Nipote di Max Keller, insegnante e ricercatore locale

 

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