Il nesso tra Max Keller e Constanze Mozart

Benché Mak Keller si fosse recato frequentemente in gioventù a Salisburgo per studiare con Michael Haydn, non è attestata una conoscenza personale tra lui e la famiglia Mozart. Keller stesso si ricorda solo di un possibile incontro con W. A. Mozart a Seeon nel 1782, ma non avvenne nessun contatto diretto tra il compositore e il corista dodicenne.

Mozart_viaggio_nozze(Fig. 5)
“Mozart e Constanze in viaggio di nozze”
Cartolina (ca. 1920)

Nella metà degli anni ’20 dell’800, invece, ci fu un incontro tra Max Keller e i coniugi Nissen-Mozart. Nel 1825-26 Keller aiutò Nissen nella stesura della sua biografia su Mozart. Secondo Rudolf Angermüller, Keller era, assieme al musicista salisburghese Anton Jähndl, uno dei collaboratori più importanti dei coniugi Nissen nell’ambito di questo progetto. È accertato che i coniugi fecero visita almeno ad Altötting all’inizio del 1826 e si può supporre che i rapporti fossero amichevoli, perché Nissen manda in una lettera a Keller i suoi saluti alla di lui moglie e alla figlia Josefa. Il nome di Keller si trova anche nelle lettere di Constanze Mozart, ma non vi sono altri documenti che attestino un legame tra i due in epoche successive. Tanto il carteggio di Constanze Mozart quanto quello di Max Keller non si sono interamente conservati.

Un indizio per un proseguimento della conoscenza, tuttavia, può essere il necrologio di Constanze Mozart, che faceva parte dell’eredita di Keller. Se i contatti non fossero stati più stretti, Sophie Haibel non avrebbe inviato un necrologio ad Altötting.

necrologio
(Fig. 6)
Necrologio di Constanze Mozart nell’eredità di Max Keller
(Archivio della Cappella di Altötting)

È probabile che per Constanze i coniugi Keller fossero una conoscenza estremamente gradita: l’indole cordiale e spontanea di Max, combinata con le sue indiscusse doti musicali, contrastava piacevolmente i fini, per lo più egoistici, che spingevano altri “ammiratori di Mozart” a cercare di conoscere Constanze.

Per lei, nonostante la sua salute cagionevole (soffriva gravemente di artrite), era senz’altro possibile fare una visita ad Altötting a 78 anni in occasione del 70° compleanno di Max Keller:  nel 1839 si era recata a Bad Gastein e successivamente a Monaco, nientemeno che su invito del Re di Baviera. Nel 1841 aveva ancora partecipato a diverse rappresentazioni in onore del suo primo marito in quel di Salisburgo, per cui non era costretta a letto.

Secondo gli standard di allora, i collegamenti stradali da Salisburgo ad Altötting, distante una cinquantina di chilometri, non erano problematici: oltre alla possibilità di viaggiare in carrozza o in calesse, si poteva arrivare a Burghausen navigando sul Salzach e da lì proseguire fino ad Altötting, che nel XIX secolo era anche una meta di pellegrinaggio di rilevanza europea, ben sfruttata per scopi turistici. Durante la visita ai Keller, Constanze colse probabilmente l’occasione per recarsi alla Cappella delle Grazie di Altötting, il che era perfettamente concepibile per una persona della sua età.

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