La “foto di Constanze” è autentica?

Da quando la foto è stata riscoperta, sono stati espressi da più parti dubbi sulla sua autenticità che si possono riassumere in due tesi principali:

  1. Tecnicamente, nel 1840 non era ancora possibile realizzare simili foto di gruppo all’aperto.
  2. L’anziana signora della foto non è Constanze Mozart.

Entrambe le affermazioni vanno trattate separatamente, perché se la prima fosse vera lo sarebbe necessariamente anche la seconda, ma la foto potrebbe essere del 1840 senza che la signora ritratta sia Constanze Mozart.

dagherrotipo(Fig. 13)
Dagherrotipo, Baviera, ca. 1845
(Museo del Dott. Robert Gerlich, Burghausen)

Come indicato nel capitolo 2, esistono in tutto tre diverse immagini fotografiche di Max Keller. Poiché Keller morì nel 1855 e Lattner morì già nel 1853, queste immagini devono risalire agli anni ’40 dell’800, a meno che non si voglia credere che, in un’epoca successiva e per ragioni imperscrutabili, qualcuno abbia scattato le fotografie con un sosia di Keller e un sosia di Lattner in costumi storici. È indiscutibile che

la foto di “Constanze” e quella del “quartetto vocale” siano state realizzate in tempi diversi davanti allo stesso sfondo. A nostro avviso, sull’autenticità dei dagherrotipi di Keller non possono sussistere ragionevoli dubbi.

Gli argomenti addotti nel capitolo 2 per datare all’ottobre 1840 la foto di “Constanze” sono induttivi, ma anche una data successiva di uno, due o tre anni non cambierebbe molto in termini di realizzabilità tecnica.  Poiché si può escludere che l’immagine sia stata realizzata con una fotocamera Voigtländer con obiettivo Petzval, deve essere stato impiegato un altro procedimento tecnico per il breve tempo di esposizione necessario. Nell’ambito del nostro progetto non è possibile dare una risposta alla domanda su quali fossero i procedimenti attuabili; questa risposta compete agli storici specializzati.  Resta il fatto che l’immagine fa parte delle fotografie più antiche della Baviera. Nulla avvalora l’ipotesi di una falsificazione avvenuta successivamente, per le ragioni già summenzionate, ad opera delle persone ivi raffigurate. Inoltre, considerando i passaggi dimostrabili di proprietà della foto (cfr. il capitolo 5) non è concepibile un movente per falsificarla.

La mancanza di tale movente depone contro la possibilità che l’identificazione dell’anziana donna con “Constanze Mozart” sia consapevolmente falsa. In tutta la sua storia, la foto di “Constanze” non è stata né venduta né messa in vendita, la sua prima pubblicazione risale al 1958, parecchio tempo, dunque, dopo che venne apposta la descrizione sul retro, né si possono credere Max Moesmang e Paula Back capaci di fuorviare la posterità falsificando quella descrizione nella collezione fotografica della fondazione Beck. L’impressione che si ricava dagli altri lavori che svolsero è quella di due scienziati dilettanti appassionati e metodici, i cui dati sono degni di fede. Anche l’ipotesi di una descrizione falsa per errore è inverosimile: le informazioni di Max Moesmang provenivano dalla madre e dalla zia, entrambi presenti nella foto. Negli anni seguenti il ricordo di un evento degno di nota per tre ragioni (il 70° compleanno di Keller, la visita di Constanze Mozart, la prima fotografia) doveva essere ancora vivo e nitido per le due figlie di Keller. Oggi è deplorevole che Max Moesmang non abbia dedicato maggiore attenzione a quell’evento perché i suoi interessi scientifici erano rivolti altrove, ma d’altra parte ciò rafforza l’attendibilità della descrizione.

Nonostante sforzi più approfonditi, nel corso delle indagini riguardanti la foto di Constanze non abbiamo trovato motivi fondati per sostenere che l’identificazione della donna con “Constanze Mozart” sia un falso; è anzi emersa una serie considerevole di indizi che ne avvalorano la genuinità. Si può dunque dire che, allo stato attuale delle conoscenze e secondo la nostra convinzione, la foto è autentica.

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